sabato 2 aprile 2011

she's so heavy!...

non ci resta che piangere?

Non c'è dubbio che anche di queste cose ci tocca vivere e sorridere. 
Certo, sarebbe meglio parlare di politica, di politiche, di economia, di società e di cultura. 

Ma è pur vero che di Nerone stesso si proclamavano, più le stravaganti abitudini mondane, che non le sue politiche autoritarie e ovviamente del tutto dimentiche della plebe. Manco panem et circerses metteva in campo, Nerone. Semplicemente, sul fronte "circenses", dava grandi feste private di stile ellenistico-orientaleggiante nella sua dimora, e addirittura -si dice (chi era Tacito?)- che a queste feste Nerone stesso cantasse come l'ultimo dei canterini/attori/saltimbanchi. Cosa ovviamente poco confacente ad un imperatore di Roma.
Ne t'enquietes pas Nerone. Non ti preoccupare Nerone, le magnifiche sorti e progressive della storia fanno evolvere la politica del Bunga Bunga. E non ci fa niente, se tu non conoscevi ai tempi tale fonema. Te lo perdoniamo.

venerdì 1 aprile 2011

olsen olsen

Chiudete gli occhi e ascoltatela.
State volando, le Eolie, la signora Etna innevata, le barche a vela,
 l'impressione di entrare dentro le case di Ravagnese...
Ritorno a casa.


Ovviamente non sono Rocco.
Ho scoperto che ci sono lettrici pisane (e non solo)...ma lasciatelo qualche commento!! Bisogna arginare i commenti illogici e deliranti di quest'uomo!
Diteglielo anche voi che questi post per essere capiti (e non del tutto) devono essere letti 5-6 volte!


giovedì 31 marzo 2011

tiri mancini dei destini semantici

Come da oggetto. Questa è la brevissima storia di una parola -o meglio di un significato- che in francese ha fatto una bruttissima fine. Almeno per l'angolatura di osservazione linguistica propria di un italiano.
COMPAGNO è una parola meravigliosa, che ha un ascendente sociopolitico profondo ed attraente ma che, ancor di più, possiede una culla etimologica che sconfina nella dimensione del poetico. Viene dal latino, la parola: "cum"-"panis"; analisi etimologica finanche scontata, si tratta di una parola composta che va a qualificare una persona con la quale si divide il pane. Quotidianità, familiarità. Basilarità di una relazione, nella misura in cui il pane è l'alimento primo della nostra vita.
Sfortunatamente, in francese il significato di "compagno" è espresso dal fonema CAMERADE. Il fonema COPAIN viene utilizzato, di fatto, solo per i compagni nelle relazioni d'amore, o se volete (essere meno nudi) sentimentali. 

La lingua, con i suoi destini e i suoi percorsi, è proprio un affare affascinante e strano. Non avrei mai pensato di poter dare del "camerata" a qualcuno.
É il caso che vada a dormire.

piccole storie di solidarietà internazionale

Orbene, qui a Parigi devo dire che sto iniziando a cogliere -e con piacere- piccole storie di solidarietà internazionale nei confronti della mia (nostra) sventurata condizione di esseri umani di nazionalità italiana. Non da subito, inizialmente coglievo piuttosto, nei francesi sinistrorsi, una frettolosa equiparazione tra Berlusconi e Sarkozy. Vaglielo a spiegare, il contesto orrorifico che viviamo.
Ieri sera s'era in un bar à rue Oberkampf, bel posticino in cui ho ascoltato un buon concerto jazz molto ritmico e molto strano. In sostanza, il leader del quartetto si fa chiamare rithmystic (mistico del ritmo), e suona le percussioni col il suo proprio corpo [si, immaginate le percussioni di un concerto jazz create mediante tamburellamenti sul petto o sui quadricipiti delle cosce o con le mani]. A onor del vero, c'erano pure delle piccole maracas.
Ma non è questo il punto. il punto è che il gruppo con cui ero, gente simpatica e interessante devo dire, ha dimostrato una certa comprensione della situazione tragica che vive la nostra Italietta. Lo stesso mi è successo stamattina con una collega che mi ha chiesto che si dice della "greve" in Italia [laddove per greve si intende letteralmente sciopero, e in senso esteso manifestazioni di forte protesta e opposizione].
Bene, consola un pò. Giusto il tempo di aprire repubblica.it e guardare lo schifo che succede ormai quotidianamente alla Camera dei Deputati. Che tristezza. Ci vuole una sollevazione, l'aveva detto Monicelli. Poi lui s'è suicidato, ma era malato e aveva 95 anni. Noi non siamo -non tutti- malati (che poi la malattia come concetto...). Di certo non abbiamo 95 anni.
Giovedì prossimo; ma prima di giovedì c'è lunedì, con la prima interrogation écrite en droit administratif des biens. Giovedì prossimo, dico, meteo permettendo, si svilupperà una situazione molto simpatica. Aperò sur le quai de la Seine avec vin rouge francais, pain et fromage. Contenuto dell'aperò, che potrebbe avere risvolti veramente simposiaci, sarà la lettura incrociata di scritti sul tema "monogamia e poligamia" presentati in tre lingue: l'italiano, e a scrivere sarò io; lo spagnolo, e a scrivere sarà Rafael (in un post parlerò di Rafael, magari con foto); il francese, e a scrivere sarà Elenoire (lei sì, scrittrice francese che ha pubblicato). 

E poi, ovviamente, copriamo allungando le parole e le dita il peso delle distanze.