mercoledì 9 marzo 2011

dissertando

il gioco si fa un poco più duro, come è giusto che sia. Per lunedì prossimo c'è obbligo di consegna di una dissertation sul tema "domaine public et service public". Mica cazzi insomma. La dissertation, per inciso, è la pietra angolare del sistema didattico del diritto in Francia. Chiaramente, io non ho mai fatto alcuna dissertation, la quale ha peraltro una struttura formale molto rigida. Sono un pò noiosi, in questo ambito, questi francesi: il diritto è già di per sè un trionfo dell'applicazione logica; non si sentiva il bisogno di inseriri duri formalismi anche nella redazione di testi scritti=)

Ad ogni modo, dopo una certa assenz-ia dalla scrittura bloggeuse devo confessare che la situazione inizia a girare in modo divertente. Mi sono stabilito e quasi del tutto sistemato nello studiò. Inizio a girare per Parigi con discreta cognizione di causa. Conosco jazzisti a sorpresa (cercare su google di federicocasagrande, dicono sia gnocco e creativo ma non ho modo di riscontrare).
E soprattutto l'Orsay. ci sono stato domenica, ed è come andare a carrambachessorpresa. volendola mettere sul piano pedestre delle similitudini, davvero il musée d'orsay è come una enorme rimpatriata, in cui sono tutti invitati e tu ti ci trovi intrufolato per caso. Ci sono proprio tutti, ognuno ha portato da bere o da mangiare, o magari la tavolozza per dipingere en plein air.
l'orsay è una gigantesca alluvione artistica che va dritta all'anima. meraviglioso. e questi lavori di georges lacombe, che in quel delirio ex-ferroviario passano quasi inosservati (inosservati?!), sono una piccola conchiglia che ho trovato mentre quest'alluvione si stava lentamente ritirando dalla mia testa. voilà, insomma.

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