lunedì 11 aprile 2011

Il Louvre è un Monstrum

Laddove è necessario che "monstrum" recuperi la sua originaria funzione significante, cioè quella connessa al verbo latino "monstrare".
Ieri, quindi, ho fatto una prima incursione al Louvre de Paris. Risultato?: ci sono stato dentro più di sei ore e mezzo e non ho visto che la parte egizia e quella greca-romana-etrusca.
Insomma qualcosa di sovrastante veramente. Almeno, questa è l'impressione che si ha scegliendo di vederlo a fondo. Peccato che ci sia anche la necessaria e negativa conseguenza feticizzante. Un sacco di turisti che si sentivano in piazza, invece che nei corridoi del museo [risate sguaiate mentre camminando non ci si accorge neanche di essere in una miriade di opere d'arte; le opere stesse toccate in modo tronfio per una posa fotografica -laddove anche la fotografia sarebbe interdetta!].



Esterni. Che giornata. Mitterand era megalomane ma almeno lui non progettava ponti sullo Stretto.


Un nudo egizio molto interessante e fotografato. Peccato che la mia, di foto, sia così scarsa.


.Nìke.


Evidentemente, l'ultima foto è molto frequente a vedersi; ma è innegabile che l'ordine compositivo che regala questa vista va immortalato.
Due considerazioni di fondo: la prima è che i francesi sono storicamente responsabili di depredazioni di patrimonio culturale estero di una vastità inimmaginabile [è un pensiero che mi è ritornato in mente lungo tutta la giornata]; la seconda è che i francesi sono storicamente capaci di una estrema valorizzazione del "loro" patrimonio culturale [nella misura in cui al Louvre sono esposti e calati in una tematizzazione reperti che da noi sarebbero in uno scantinato museale; o, peggio, a casa del sovrintendente]

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